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Stronzio
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top
Lo mwcgstronzio è l'mwcwelemento chimico di mwdanumero atomico 38 e il cui simbolo è mwdqSr. Appartiene al gruppo dei mwdgmetalli alcalino-terrosi e si presenta come un metallo tenero, mwdwargenteo, mweabianco o leggermente mweqgiallo; quando esposto all'aria forma uno strato di mwegossido scuro.

Lo stronzio possiede proprietà fisiche e chimiche simili a quelle dei due elementi verticalmente vicini nella mwfatavola periodica: il mwfqcalcio e mwfgbario. In natura si presenta principalmente nella mwfwcelestite e nella mwgastronzianite. Mentre lo stronzio naturale è stabile, l'mwgqisotopo mwgg90Sr è mwharadioattivo con un'mwhqemivita di 28 anni ed è uno dei componenti più pericolosi del mwhgfallout nucleare, visto che viene assorbito dal corpo in un modo simile al calcio. D'altra parte, lo stronzio stabile naturale non è pericoloso per la salute.

Sia lo stronzio sia la stronzianite prendono il nome da mwiqStrontian, un villaggio della mwigScozia nei pressi del quale il minerale è stato scoperto nel 1790 da mwiwAdair Crawford e mwjaWilliam Cruickshank. Venne identificato come nuovo elemento l'anno successivo grazie al mwjqsaggio alla fiamma. Lo stronzio venne isolato come metallo nel 1808 da mwjgHumphry Davy che utilizzò il processo dell'mwjwelettrolisi, allora appena scoperto. Nel XIX secolo l'applicazione più importante dello stronzio era la produzione di zucchero dalla mwkabarbabietola. Durante il picco di produzione di mwkqtubi catodici, circa il 75% del consumo di stronzio negli Stati Uniti era destinato alla realizzazione del vetro frontale.cite-ref-usgs-2-0[2] Con l'introduzione di altri tipi di monitor, il consumo dello stronzio è diminuito drasticamente.cite-ref-usgs-2-1[2]

Contents

Storia
Note

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Caratteristiche

A causa della sua estrema reattività all'mwnqaria, questo elemento in natura è sempre combinato con altri. Isolato si presenta come un metallo piuttosto malleabile. Il suo composto più usato è il mwngnitrato mwnw Sr ( NO 3 ) 2 {\displaystyle {\ce {Sr(NO3)2}}} , impiegato nella fabbricazione di mwoafuochi artificiali alla cui luce impartisce un colore mwoqrosso brillante.

Lo stronzio è un metallo argenteo, più tenero del mwowcalcio e anche più reattivo con l'mwpaacqua, che reagisce con lo stronzio metallico formando mwpqidrossido di stronzio e mwpgidrogeno gassoso. Lo stronzio brucia all'aria convertendosi nel suo mwpwossido e nel suo mwqanitruro, tuttavia non si infiamma spontaneamente all'aria a meno che non sia in forma di polvere fine. Esposto all'aria ingiallisce coprendosi di una patina di ossido, per questo viene normalmente conservato immerso in mwqqcherosene od mwqgolio minerale.

In natura lo stronzio è una miscela dei quattro isotopi stabili.

Applicazioni

Il principale impiego dell'ossido di stronzio era nella fabbricazione di mwrgvetri per i mwrwtubi catodici dei mwsatelevisori analogici a colori.

Tra gli altri usi industriali e commerciali si hanno:

• produzione di mwtamagneti di mwtqferrite e la raffinazione dello mwtgzinco;
• applicazioni ottiche del mwuatitanato di stronzio, per il suo mwuqindice di rifrazione estremamente elevato ed il suo potere mwugdisperdente superiore a quello del mwuwdiamante; viene usato anche come gemma, benché raramente perché fragile e facilmente soggetto ad mwvaabrasioni;
• produzione di mwvgfuochi d'artificio a cui i sali di stronzio conferiscono il colore rosso;
• produzione di mwwadentifrici per denti sensibili, nella cui formula a volte è presente il mwwqcloruro di stronzio;
• produzione di materiali termoplastici come la mwwwplastoferrite.
• Impiego in esperimenti di mwxqinterferometria atomica e utilizzo negli mwxgorologi atomici.

Storia

Fu mwyqAdair Crawford nel mwyg1790 a capire che la mwywstronzianite, un mwzaminerale battezzato in onore della città mwzqscozzese di mwzgStrontian, era diverso dagli altri minerali di mwzwbario, ma furono mwaaKlaproth e mwaqHope nel mwag1798 a capire che lo stronzio era un elemento. Lo stronzio metallico fu ottenuto poi nel mwaw1808 da mwbaSir mwbqHumphry Davy con l'mwbgelettrolisi.

Disponibilità

Lo stronzio è molto comune in natura, costituisce mediamente lo 0,034% di tutte le rocce ignee ed è presente di solito sotto forma di mwcqcelestina, un mwcgsolfato (SrmwcwSmwdaOmwdq4), o di mwdgstronzianite, un mwdwcarbonato (SrmweaCOmweq3). Di questi due minerali, la celestite è molto più frequente nei depositi sedimentari di grandi dimensioni, mentre la stronzianite, più interessante minerariamente poiché lo stronzio è spesso usato come carbonato, è molto più rara. Si può ottenere lo stronzio metallico per elettrolisi di una miscela fusa di cloruro di stronzio e mwegcloruro di potassio:

mwfqmwfgmwfw Sr 2 + + 2 e − − ⟶ ⟶ Sr {\displaystyle {\ce {{Sr^{2+}}+2e^{-}->Sr}}} mwga mwgqmwgg 2 Cl − − ⟶ ⟶ Cl 2 ( g ) + 2 e − − {\displaystyle {\ce {2Cl^{-}->{Cl2_{(g)}}+2e-}}}

In alternativa lo si può ottenere riducendo l'ossido di stronzio con mwhaalluminio nel mwhqvuoto a temperature al di sopra di quella di evaporazione dello stronzio, che viene così distillato. Lo stronzio metallico ha tre mwhgforme allotropiche i cui punti di transizione di fase sono a mwhw235 °C e a 540mwia °C. Il costo industriale dello stronzio metallico puro al 98% era di circa mwiq5 $ l'mwigoncia nel gennaio mwiw1990; i giacimenti di stronzio più grandi al mondo sono situati in mwjaInghilterra.

| I maggiori produttori di stronzio nel 2019 [ 3 ] | I maggiori produttori di stronzio nel 2019 [ 3 ] | I maggiori produttori di stronzio nel 2019 [ 3 ] |
|---|---|---|
| Posizione | Paese | Produzione (tonnellate) |
| 1 | Spagna | 90000 |
| 2 | Cina | 50000 |
| 3 | Messico | 40000 |
| 4 | Iran | 37000 |
| 5 | Argentina | 700 |

Isotopi

In natura lo stronzio presenta quattro mwugisotopi: mwuw84Sr (0,56%), mwva86Sr (9,86%), mwvq87Sr (7,0%) e mwvg88Sr (82,58%). Solo l'isotopo 87 proviene da un decadimento mwvwradioattivo, è infatti il prodotto di decadimento di mwwa87mwwqRb che ha un'mwwgemivita di 48 miliardi di anni. Vi sono quindi due fonti di mwww87Sr: quello prodotto durante la nucleosintesi primordiale insieme agli altri isotopi (84, 86, 88) e quello formato dal decadimento di mwxa87Rb. I rapporti tra le concentrazioni dei diversi isotopi mwxq87Sr/mwxg86Sr, il cui valore oscilla tra 0,7 e 4,0, e mwxw87Rb/mwya86Sr consentono pertanto di calcolare l'età delle mwyqrocce utilizzando la tecnica della mwygdatazione rubidio-stronzio. Sr si trova in concentrazioni sufficientemente elevate nei minerali perché si sostituisce facilmente al mwywcalcio, avendo un mwzaraggio atomico simile.

Sono inoltre noti 16 isotopi meno stabili, tra cui il più importante è mwzg90Sr, con la sua emivita di 29 anni. mw0a90Sr è un sotto-prodotto delle esplosioni nucleari ed è presente nel mw0qmw0gfallout, la caduta di polveri sulla superficie dopo un'esplosione nucleare. È pericoloso per la salute perché tende a sostituirsi al calcio delle mw0wossa e quindi a permanervi per lungo tempo, provocando tramite la sua radioattività l'insorgere di forme mw1atumorali. mw1q90Sr è uno dei più longevi emettitori noti di mw1graggi beta ad alta energia ed è allo studio per poter essere impiegato in sistemi ausiliari di produzione di energia elettrica (mw1wSystems for Nuclear Auxiliary Power, SNAP) utilizzabili dove è richiesta una fonte di energia elettrica leggera, compatta e durevole.

Precauzioni

Nella sua forma pura lo stronzio è estremamente reattivo con l'aria, alla cui esposizione si infiamma spontaneamente. L'organismo umano assorbe lo stronzio in maniera simile al calcio; questo non è un problema per quanto riguarda gli isotopi non radioattivi, ma l'isotopo radioattivo mw3w90Sr può provocare gravi danni alle ossa, incluso il cancro.

Note

cite-note-11. mw5gmw5wmw6astronzio nell'Enciclopedia Treccani, su mw6qtreccani.it. mw6gURL consultato il 25 ottobre 2016.
cite-note-usgs-22. mw8amw8qmw8gMineral Resource of the Month: Strontium, su mw8wearthmagazine.org, U.S. Geological Survey. mw9aURL consultato il 16 agosto 2015.
cite-note-32. mw-amw-qmw-gStrontium - Data in metric tons of strontium content unless otherwise noted (mw-wmw-aPDF), su mw-qpubs.usgs.gov, usgs.gov. mw-gURL consultato il 1º ottobre 2023.

Bibliografia

• mwaqiFrancesco Borgese, Gli elementi della tavola periodica. Rinvenimento, proprietà, usi. Prontuario chimico, fisico, geologico, Roma, CISU, 1993, ISBN 88-7975-077-1.
• citereftavola-periodica-e-propriet-degli-elementiR. Barbucci, A. Sabatini e P. Dapporto, Tavola periodica e proprietà degli elementi, Firenze, Edizioni V. Morelli, 1998 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2010).

Altri progetti

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• Wikizionario
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itstronzio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaPaolo Agostini, STRONZIO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefbritannica-com(EN) Timothy P. Hanusa, strontium, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaqo(EN) Strontium, su periodic.lanl.gov, Los Alamos National Laboratory.
• mwaqw(EN) Strontium, su WebElements.com.
• mwaq4(EN) Strontium, su EnvironmentalChemistry.com.